Dalla ceramica al vino: nel cuore della Toscana

Entre traditions potières et oenologie, n’y aurait-il qu’un pas… ? Le métier d’archéologue mène souvent à jongler entre différentes disciplines, et la villa romaine d’Aiano illustre parfaitement cette collaboration scientifi que et cette passion partagée. Le site, sis dans la vallée du torrent Fosci près de la ville médiévale de San Gimignano, dans la province de Sienne, fait depuis 2005 l’objet d’un programme de recherche archéologique par l’Université catholique
de Louvain, sous la direction du professeur Marco Cavalieri.

Par Florence Liard, Anthony Peeters et Marco Cavalieri, Université Catholique de Louvain, dans la revue Belgica.

Continua a leggere l’articolo

Contributo al restauro di un recloir romano

Vuoi collaborare al restauro di un recloir romano rinvnuto in una vasca di decantazione del vino presso la villa di Aiano. Se sì, puoi acquistare una o più bottiglie di Vernaccia ‘Prima Luce’ dell’zienda Cappella Sant’Andrea di San Gimignano.
Le info per l’acquisto nelle immagini.
In Toscana, una cantina che produce vini di alta qualità, Cappella Sant’Andrea, con vitigni legati alla tradizione ed al paesaggio locale, ha deciso di associare un suo vino alla Villa romana di Aiano (San Gimignano – Siena): è così nato la Vernaccia ‘Prima Luce’ prodotta in anfora e biologica, un vino bianco le cui bottiglie presentano un’etichetta con uno degli oggetti più iconici rinvenuti sul sito archeologico, un pesce in pasta vitrea colorata.
Grazie a questa alleanza vino-archeologia vincono tutti: le vendite di vino s’incrementano, le ricerche archeologiche proseguono, si lavora ad un progetto di musealizzazione e di gestione della villa di Aiano che potrà vedere coivolta ricercatori, Comune di San Gimignano e le aziende vitivinicole.

ArcheoVinum. Vino e archeologia per il Turismo Culturale

Il 28 febbraio tutti a tourismA, proporremo un vero viaggio eno-archeologico per l’Italia, con i siti e i vini di Aquileia, di Negrar della Valpolicella, di San Gimignano, di Scansano, dell’Elba, del Lazio, del Palatino, di Pompei e della Daunia.
Protagoniste le aziende impegnate in produzioni legate alla valorizzazione del patrimonio archeologico.
Un appuntamento unico per collegare archeologia e aziende impegnate nella produzione di vini di qualità connessi con siti archeologici
La nostra session siterrà il 28 febbraio: ecco il programma:
ArcheoVinum. Vino e archeologia per il Turismo Culturale al Salone del turismo cultural di Firenze, Palacongressi, “tourismA 26”.
Programma: https://www.tourisma.it/sabato-28-febbraio-2026/