Storia della ricerca

Urna funeraria studiata da Bianchi Bandinelli


L’area di Aiano-Torraccia di Chiusi è nota nella letteratura archeologica già dalla fine del XIX secolo: infatti, redigendo l’inventario delle Collezioni del Comune di San Gimignano (1928-1932), Leone Chellini segnala tra i (pochi) materiali di età romana due coppe di terra sigillata italica, acquistate dal Comune nel 1895-1898 con provenienza Torraccia di Chiusi; del resto proprio alla fine degli anni ’20 del secolo scorso il giovane Ranuccio Bianchi Bandinelli, in un articolo rimasto celebre per la storia degli studi sul territorio, trattava per primo di un’urna di marmo, anepigrafe ma con interessanti decorazioni a rilievo, riutilizzata come acquasantiera nella chiesa di Monti, piccolo borgo rurale localizzato nell’area.

Inventario generale del museo

Tuttavia solo alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, grazie alle indagini aerofotogrammetriche dell’Ispettore onorario di Siena, dott. E. Mazzeschi, venne localizzata un’area con  tracce di un edificio di età romana; a seguito di quelle prime segnalazioni e di alcune indagini di superficie condotte dal dott. G. De Marinis, la Soprintendenza alla Antichità d’Etruria, nella persona della dott.ssa A. Talocchini, pose un vincolo su tutta l’area, che, grazie al supporto e alla collaborazione dell’Associazione Archeologica Sangimignanese, è stata negli anni costantemente monitorata.

Il sito negli anni 60′

Tale costante attività ha portato non solo all’allestimento, nel 1999, di una sezione specificatamente dedicata nel nuovo Museo Archeologico di San Gimignano, ma anche alla decisione di realizzare un piccolo saggio diagnostico con il fine di verificare quanto si fosse conservato della stratificazione originaria e delle murature (2001). I risultati di tale intervento, guidato dall’Ispettrice di zona, dott.ssa G. C. Cianferoni, portarono a risultati interessanti, soprattutto perché attestavano, sulla base dei materiali, una continuità di utilizzo e frequentazione dell’area dell’età etrusca fino all’alto Medioevo.

Nel 2004, quindi, sotto la guida del prof. Marco Cavalieri docente presso l’Université catholique de Louvain (Belgio), ha preso forma il progetto “VII Regio. La Valdelsa in età romana e tardo-antica”, con l’avvio, già nel 2005, dello scavo in estensione, che sta riportando alla luce i resti di  una villa longiqua dalla struttura complessa, in uso tra la prima metà del IV ed i primi decenni del VII secolo d.C.

Giacomo e Sofia Baldini (direttori tecnici dello scavo archeologico di Torraccia di Chiusi)

Marco Cavalieri (direttore scientifico, professore all’Université Catholique de Louvain – Belgio)